FRAMMENTI

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FRAMMENTI

 

 

FRAMMENTI rappresenta il percorso di ricerca di Angelo Marinelli. Un percorso che si muove tra città, palazzi, scuole, strade, aree industriali. Una raccolta di frammenti catturati tra Italia, Spagna, Cina e Argentina, privi della presenza fisica ma fortemente caratterizzati dalla mano dell’uomo, che si susseguono in un viaggio immaginifico cross-continentale. Le foto di Angelo Marinelli, in mostra da Visionarea, non raccontano storie ma vogliono essere semplici frammenti di esse.

Negli scatti, quasi surreali per l’assenza di vita, le architetture e gli spazi si collocano tra realtà e finzione, tra bellezza e decadenza, in un susseguirsi di fotogrammi dove il luogo diventa personaggio. Lo spettatore lo osserva, lo completa, lo sviluppa nel proprio racconto individuale.

 

Micol Di Veroli scrive: La ricerca fotografica di Angelo Marinelli si ripropone di ritrovare una nuova identità della visione attraverso scelte che di fatto si gettano all’interno della luce, riorganizzando anche le porzioni di tempo che determinano il formarsi dell’immagine.

 

Nella poetica dell’abbandono e della ricerca del vuoto come punto perfetto di riflessione ascetica, l’artista riporta alla luce un universo costituito da movimenti minimi e dense stratificazioni architettoniche.

L’occhio di Angelo Marinelli è capace di ritrovare la bellezza attraverso un altro modo di vedere la realtà, riaccendendo quel gusto per l’enigma nascosto dietro le cose quotidiane. La sua ricerca ha qualcosa di omerico a cui si aggiunge una discreta dose di malinconia, ciò trasforma ogni fotografia in un ambiente metafisico fermo nella memoria ed anzi è proprio quest’ultima ad auto-generarsi nella mente dello spettatore che assorbe la visione facendola propria.

 

La scelta dei colori e dei toni, molto spesso freddi e desaturati raggiungono un’impostazione strutturale e una tecnica linguistica morbide e sensuali che contribuiscono ad acuire il senso di curiosità e fascino per ogni fotogramma. Le immagini divengono così una forma privata di dialogo tra la formazione di tutte le cose e la retina che le osserva da ogni angolazione possibile. Un’onniscienza dettata dalla lente dell’obiettivo che ritrova il gusto di decidere e di stupire attraverso la bellezza ed un nuovo modo di vedere.